L’accoppiamento del Bulldog Francese

Appena raggiunta la pubertà (nel maschio questa avviene tra gli 8 e i 12 mesi, mentre la femmina può avere il primo calore già a 6 mesi), il maschio è pronto per iniziare la vita sessuale attiva e, da questo momento in poi, sarà sempre pronto per il corteggiamento e l’accoppiamento.
La femmina, invece, è disponibile soltanto nel momento dell’estro (comunemente noto come “calore”) e ciò si verifica in media due volte l’anno,. Ma la durata non è la stessa per tutte le razze, anzi presenta notevoli variazioni, ad esempio la razza Basenji e il Boston terrier presentano il ciclo una volta l’anno, mentre il pastore tedesco può arrivare fino a tre.

Accoppiamento tra cani: il ciclo estrale

Il ciclo estrale rappresenta una fase importante della vita della cagna, si tratta, infatti, di una costante ciclica che accompagnerà l’animale per il resto della vita. Nelle cagne, difatti, a differenza delle donne, non si verifica una fine precisa del ciclo, che si protrae per tutto l’arco della loro esistenza.

Il ciclo estrale si compone di quattro fasi distinte: la più duratura, detta anestro è quella che corrisponde al periodo di pausa da un estro e il successivo. Durante questa fase la femmina rifiuta qualsiasi tipo di approccio sessuale da parte del maschio, il quale peraltro è difficile che si avvicini perché non ne risulterà attratto.

All’inizio della fase successiva, il proestro, della durata media di nove giorni (con un minimo di 3 e un massimo di 21), la femmina manifesta i primi segni riferibili al calore e ricomincia a provare interesse per l’altro sesso, ma anche se un maschio le si avvicina, non sarà ancora disposta ad accoppiarsi. In questo momento cambiano sia il suo aspetto esteriore sia il suo comportamento: i genitali esterni si ingrossano, diventa più nervosa e tende a urinare con maggiore frequenza.
Il proestro è, inoltre, facilmente riconoscibile perché si manifestano delle perdite siero-ematiche. Se il maschio tenta un approccio, è probabile che la femmina gli consenta di avvicinarsi e annusarla, ma ciò non significa che sia disposta ad accettare un contatto troppo ravvicinato. E’ probabile invece che lo allontani senza troppi complimenti, specialmente se è molto insistente.

Al proestro segue la fase di calore vero e proprio, l’estro, della durata media di 9 giorni. Ora la femmina accetta l’accoppiamento, cercandolo essa stessa in taluni casi (anche se non è detto che la cagna accetti tutti i maschi che la corteggiano). In questo periodo la vulva appare più morbida e piccola, rispetto al proestro, e le perdite vaginali continuano a manifestarsi contenendo ancora del sangue oppure assumendo un colore paglierino. La percentuale più alta di concepimento si registra quando l’accoppiamento avviene nei 4 giorni che precedono l’ovulazione e i 3 giorni successivi e la quantità di cuccioli è ottimale quando l’accoppiamento viene effettuato 2 giorni dopo l’ovulazione.

L’ultima fase del ciclo è detta diestro, cioè il primo giorno di non recettività: si presenta circa 6 giorni dopo l’ovulazione oppure dopo 9 giorni dall’inizio del calore, e può andare da 3 a 17 giorni dopo il primo comportamento di accettazione. Durante questa fase scompaiono tutti i comportamenti caratteristici del calore, si attenua il gonfiore dei genitali esterni e la femmina non è più disponibile all’accoppiamento.

Accoppiamento tra cani: come avviene?

Rituali particolari di corteggiamento precedono l’accoppiamento vero e proprio. I due si annusano reciprocamente e si leccano alcune zone (il naso, le orecchie e l’area che circonda i genitali). Subito dopo, il maschio potrà collocarsi a fianco della femmina e poggiarle una zampa, o la testa, sul dorso, per capire le sue intenzioni. Se il corteggiamento va a buon fine, la femmina rimane ferma e sposta la coda di lato mostrando il sesso, e se il maschio ha una taglia inferiore alla sua, lei, spesso, ma non sempre, lo aiuta abbassandosi o accovacciandosi.

Inizia l’accoppiamento, di breve durata. Terminati i movimenti di spinta pelvici, il maschio scende dal dorso della femmina e si gira, rimanendo attaccato alla compagna per un periodo di tempo variabile da 5 a 20 minuti (a volte fino a un’ora). In questa fase il pene del maschio si gonfia ed è trattenuto dalla vulva.
Non cercate di separare i due cani, potreste causare loro delle ferite anche gravi. Meglio cercare di rasserenarli fino a quando si separano spontaneamente.

Una volta avvenuta l’eiaculazione, il pene si sgonfia e i cani possono separarsi. E’ un momento delicato per entrambi: la femmina potrebbe innervosirsi e mordere il compagno, il maschio, se inesperto, a volte non riesce a portare a termine l’accoppiamento, assumendo posizioni inadeguate. A volte il maschio può mostrarsi timido, a causa di una precedente esperienza non piacevole.

E’ opportuno evitare una gravidanza al primo calore, e ciò perché a questa data la cagna ha di solito un’età di circa 9 mesi e quindi non ha ancora completato lo sviluppo osseo: si possono di conseguenza avere problemi di calcificazione ossea, o articolare a causa dell’aumento di peso ed anche distocie di parto (difficoltà di mettere al mondo i cuccioli) per la non completa ampiezza del bacino. Il periodo ottimale e' intorno ai 2 anni per la femmina periodo nel quale è diventata adulta..Di solito coincide con il terzo calore. Per quanto riguarda il numero dei parti max sono 3 se la cagna ricorre al parto cesareo. 4 se i parti sono naturali e la cagna gode di ottima salute. In ogni modo va valutato caso per caso insieme al proprio veterinario.

DETERRIMARE IL GIUSTO MOMENTO PER L'ACCOPPIAMENTO

Prima del calore il livello di progesterone nel sangue in una fem è basso, di solito minore di 2 nano grammi per millilitro (di seguito userò la sigla: “ng/ml” per indicare questa misura). Tipicamente “zero virgola”. A tal proposito è bene specificare che il livello di “zero virgola” può variare in tutte le direzioni. Se è “zero virgola” può avere oscillazioni anche a ritroso, ma sarà sempre valutabile come “basale”. Esempio: ieri 0.7 e oggi 0,4 NON SIGNIFICA CHE E’ DIMINUITO. Significa che è un valore basale (all’interno del quale ci si può muovere in tutte le direzioni).

Via via che il calore procede, il livello di progesterone sale lentamente, fino ad arrivare a 5,5-8 (convenzionalmente dirò da ora in poi 7 ng/ml che è il riferimento medio standard), valore in cui avviene l’ovulazione. L’ovulazione può avvenire da 7 a 30 giorni dall’inizio del calore, e questa variabilità spiega l’importanza delle analisi del sangue per determinare il momento giusto. Se è vero che una determinata fattrice può avere una curva di crescita costante, e cioè sempre uguale da un calore all’altro, non è vero che ogni fattrice ha la stessa curva. Ricordatevi quindi che siamo tutti unici, e così sono i cani.

Una volta che la femmina ha raggiunto i fatidici 7 ng/ml e ovula, i livelli di progesterone seguenti possono aumentare in maniera molto variabile da cagna a cagna. Per esempio, 3 giorni dopo l’ovulazione vediamo regolarmente livelli di progesterone che possono variare da 10 a 60 ng/ml, a seconda delle femmine analizzate.

Quindi, per valutare il momento dell’ovulazione, siamo solo interessati al giorno in cui si arriva nell’intorno dei 7 ng/ml.

Mi sento spesso fare la domanda: “abbiamo fatto un solo esame del progesterone e ha dato come risultato 15 ng/ml: quando ha quindi ovulato la mia cagna?”. È impossibile rispondere sulla base di un solo test. Si può solo tirare ad indovinare, a quel punto.

Ho visto femmine che arrivavano a 15 ng/ml dopo un giorno dall’ovulazione, così come altre raggiungevano lo stesso livello dopo 5 o 10 giorni dopo l’ovulazione.

Dobbiamo quindi avere un test sotto 7 ng/ml e un test sopra i 7 ng/ml per essere in grado di determinare il giorno dell’ovulazione.

Un esempio chiarirà il concetto

Se martedì mattina alle ore 10:00 facciamo un prelievo di sangue e il valore del progesterone è 6 ng/ml e poi facciamo un altro prelievo giovedì mattina alle ore 10:00 e il valore è 8 ng/ml, possiamo ipotizzare con sufficiente grado di approssimazione che l’ovulazione è avvenuta mercoledì mattina alle 10:00 (punto mediano fra i due esami).

Un solo test (che sia sopra o sotto i 7 ng/ml) quindi, NON SERVE a NIENTE perché se fosse inferiore a 7 nessuno ci garantisce che la cagna ha poi raggiunto quel valore. Se fosse superiore, non sapremo quando esattamente è stato 7. Unico caso fortunato: se si effettuasse un solo test e desse come risultato 7 ng/ml: vorrebbe dire che avremmo azzeccato il momento esatto dell’ovulazione.

Per molte cagne iniziamo a fare l’analisi 8-9 giorni dopo il primo segno del calore, e poi facciamo esami ogni 2 giorni fino all’ovulazione.

Quindi, a cosa ci serve sapere il giorno dell’ovulazione? Ci serve perché ci dice quando gli ovuli saranno fertili: una volta che ha ovulato, infatti, gli ovuli della femmina diventano fertili dopo circa 48 ore. Rimarranno poi fertili per circa altre 48 ore.

L’obbiettivo è quindi a questo punto quello di massimizzare il tempo di contatto fra sperma fertile e ovuli fertili.

Questo richiede di affrontare brevemente l’argomento della longevità del seme. Lo sperma fresco – e cioè quello di una monta naturale – rimane fertile nell’utero della femmina per 3 giorni e in certi casi anche di più, a seconda della qualità del seme.

Lo sperma congelato, poiché ha perso energia nel processo di raffreddamento, può vivere solo circa 24-48 ore una volta nell’utero.

Da quanto sopra discende la conclusione che raccomando sempre di coprire la femmina, se abbiamo a disposizione due monte, nei giorni 1 e 3 o nei giorni 2 e 4 post ovulazione, con semi freschi, anche se una volta sola di solito è sufficiente (in questo caso nel giorno 2 post ovulazione): la seconda monta serve solo se ci sono stati problemi “tecnici” nella prima: se la prima è fatta “a regola d’arte” la seconda è totalmente inutile.

Con seme congelato, vista la breve durata di 24-48 ore, raccomando sempre di coprire dopo 2 giorni dall’ovulazione.

Se avessimo un solo tentativo (caso di stallone prestigioso e quindi di impossibilità di effettuare una seconda monta perché il maschio è “molto impegnato”), consiglio di effettuare una sola monta 2 giorni dopo l’ovulazione. In quel momento infatti gli ovuli saranno sicuramente maturi e lo sperma sarà fertile sicuramente per almeno uno-due giorni, e cioè per quasi tutto il periodo di fertilità degli ovuli. Difficile sbagliare e mandare vuota la fattrice (se non per altre cause, si intende!).

Nell’esempio di cui sopra, se la fattrice si presume abbia ovulato mercoledì mattina alle ore 10:00, se abbiamo a disposizione “un sol colpo”, andremo per una monta da effettuarsi venerdì mattina.Ma se fossimo impossibilitati, ma andrà benissimo anche la sera, e fino a sabato mattina saremo tranquilli. Ovviamente, una monta effettuata giovedì mattina ore 10:00 o domenica mattina ore 10:00 potrebbe lo stesso portare al successo, ma i margini sono comunque più ristretti.

Una questione “finale” legata all’ovulazione, che molti appassionati non conoscono e spesso sbagliano: il periodo di gestazione della fattrice di 9 settimane (o 63 giorni) non va calcolato dal momento della monta ma da quello dell’ovulazione: l’ovulazione è quindi importante anche per sapere quando nasceranno i cuccioli. Non calcolate “giorno della monta + 63 giorni” ma “giorno dell’ovulazione più 63 giorni” quindi.

Molti calcolano la data presunta di nascita partendo dalla data della monta. Il ciclo vitale inizia con l’ovulazione, non con la fecondazione, che può benissimo avvenire fino a 4gg dopo.

REGOLE DELLA FCI PER L’ACCOPPIAMENTO

Solo nel 2012 è entrato in vigore anche in Italia il Regolamento internazionale di allevamento della FCI.

Si tratta di una serie di regole che disciplinano l’accoppiamento dei cani ed i rapporti tra i padroni di questi.

Vediamo i punti salienti trattati dal regolamento:

Preambolo. In questa parte iniziale si precisa che il regolamento si estende a tutti i paesi aderenti alla FCI. Inoltre possono accoppiarsi i cani che presentino le caratteristiche standard di razza, senza difetti genetici o problemi comportamentali, che possano trasmettersi ai cuccioli. I rapporti tra i proprietari dei cani coinvolti nell’accoppiamento devono essere regolamenti da un contratto scritto, che ne individui tutti i dettagli. Inoltre si precisano le definizioni di proprietario (colui che ha acquisito l’animale e che può dimostrar mediante certificazione) ed il possessore, ovvero colui che ha a disposizione il cane, perché ne è proprietario oppure da questi autorizzato.

Mantenimento della fattrice. Tutti i costi relativi al mantenimento della fattrice quando si trova presso il proprietario dello stallone ed eventualmente anche tutti i danni da essa arrecati sono a carico del proprietario della cagna.
E’ responsabile colui e colei che sia il proprietario o il possessore dell’animale.
In caso di morte della fattrice presso il domicilio del proprietario dello stallone, spetta a quest’ultimo sostenere le spese veterinarie per accertarne la morte, nonché informare il proprietario della cagna. Nel caso in cui il decesso sia imputabile al proprietario dello stallone, per un qualsiasi motivo, questi deve risarcire i danni.
Una volta scelto lo stallone, solo questi deve montare la cagna. Nel caso in cui la monta non avvenga, il proprietario dello stallone non può far montare la cagna da un altro cane, senza il consenso del proprietario della stessa. Nel caso invece in cui si verifichi la monta da parte di un altro stallone, non solo sarà vietato far montare di nuovo la cagna dallo stallone prescelto, ma il proprietario dello stallone dovrà risarcire il proprietario della fattrice della monta errata.
Importante ai fini della monta, è il certificato, nel quale il proprietario dello stallone dichiara di aver assistito direttamente alla monta. Il documento deve contenere una serie di informazioni necessarie, come gli estremi identificativi dei cani, nonché quelli dei proprietari.
Al proprietario dello stallone spetta una ricompensa per la monta. Tale ricompensa può essere sostituita dal possesso di un cucciolo solo previo accordo scritto.
Nel caso in cui dopo la monta, la fattrice non resti gravida, devono essere concordate prima, nel contratto, le condizioni. Per esempio il proprietario dello stallone potrà consentire una seconda monta gratuita, oppure restituire una parte del compenso. Nel caso invece in cui lo stallone sia sterile, allora si deve ricompensare il proprietario della fattrice.

L’inseminazione artificiale può essere consentita solo in alcuni casi, per preservare determinate caratteristiche della razza, e solo tra soggetti nati naturalmente. Nei casi di inseminazione artificiale, le spese di raccolta dello sperma sono a carico del proprietario della cagna.
In generale sarà il proprietario della cagna ad allevare il cucciolo, a meno che nel contratto non sia specificato diversamente. I cuccioli nati da cani di razza pura, in possesso di regolare pedigree, sono considerati anch’essi di razza pura. Ricordiamo infine che i cuccioli devono essere registrati secondo le norme di ciascun paese. La registrazione avviene da parte del proprietario della fattrice, ed i documenti relativi allo stallone devono essere consegnati dal proprietario dello stesso a quello della cagna gratuitamente.

ACCOPPIAMENTO NATURALE

 

INSEMINAZIONE ARTIFICIALE

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