Ansia da separazione, quanto soffre il tuo Bullo?

L’ansia da separazione raggruppa tutta una serie di atteggiamenti e comportamenti anormali che implicano per il proprietario serie problematiche di gestione del cane. Molto spesso i proprietari si trovano di fronte a cani che piangono, ululano, diventano distruttivi sia contro oggetti sia contro se stessi, sia in presenza sia in assenza del proprietario. Altrettanto spesso questi atteggiamenti vengono confusi con “dispetti”, quando invece di sottofondo esiste un problema di insicurezza e di malessere del cane, dovuto o ad abbandoni precedenti o dal troppo attaccamento generato inconsapevolmente dal proprietario stesso (cani gestiti come “bambini indifesi e viziati”).I cani con l’ansia da separazione, vivono molto male il loro stato e la distruttività non è altro che un “sintomo” di qualcosa che non va o nel rapporto con la famiglia o nel suo background.

SINTOMI
I sintomi possono essere dai piu’ blandi ai piu’ seri:
- da mugolii, a ululati a latrati veri e propri, in presenza o in assenza del padrone (maggiormente in assenza)
- defecazione e orinazione in assenza del padrone;
- distruttività verso oggetti;
- distruttività verso se stessi - maggiormente colpite le zampe: il cane si lecca insistentemente, si mordicchia, a volte fino a provocarsi lesioni e dermatiti anche serie;
- agitazione e stress visibile al momento dell’allontanamento del padrone, vocalizzi da insistenti a persistenti;
- eccessivo attaccamento al padrone: il cane ricerca costantemente il contatto fisico e non riesce ad avere una sana dose di indipendenza;
- coprofagia, appetito capriccioso fino all’anoressia o alla bulimia (sintomi secondari riscontrabili)

LE CAUSE E GLI ERRORI UMANI
Le cause possono essere diverse, viene subito in mente che i cani che hanno subito abbandoni, sicuramente sono piu’ portati ad avere l’ansia da separazione, nel loro passato hanno avuto un forte attaccamento alla loro famiglia di origine e si sono trovati da un momento all’altro a dover cambiare “branco” senza comprenderne il motivo. La famiglia successiva dovrà portarsi a casa i problemi creati dai poco sensibili (per essere gentili…) proprietari precedenti.
Un’altra causa è il distacco precoce dalla mamma e dalla cucciolata (prima delle 8-10 settimane), il cucciolo non ha il tempo per imparare la sua “caninità”, non conosce il distacco graduale che la madre impone in un certo periodo della crescita (le prime due settimane la madre non esce dalla cuccia-parto, nelle settimane successive diminuisce gradualmente ma in modo sempre piu’ importante, il tempo di contatto con i cuccioli), non conosce il linguaggio canino, è ovviamente piu’ predisposto a sviluppare l’ansia da separazione. Inoltre questo distacco precoce che lui non può “capire”, viene rivissuto quando il proprietario esce di casa ecc.
E chi ha acquistato un cucciolo all’età giusta, con un background ineccepibile?

Purtroppo altrettanto spesso le cause dell’ansia da separazione derivano al contrario da errori fatti dalla famiglia per “troppo amore”.
Il cane è un animale sociale con regole ben stabilite, sia di gerarchia, sia di linguaggio. In natura nel branco alcuni membri si allontanano anche per giorni in cerca di cibo, chi resta è difficile che passi il tempo a mordicchiarsi le zampe. Noi invece stravolgiamo queste regole senza accorgercene, tenendo il cucciolo di casa sotto una sorta di campana di vetro, rispondendo ad ogni sua singola richiesta di attenzione, non riusciamo proprio ad ignorarlo (d’altra parte è difficile resistergli!) non lo lasciamo mai solo: il tipico errore di tutti i neo proprietari e’ prendere le ferie in occasione dell’arrivo del cucciolo. Invece è proprio questo il momento ideale per fargli vivere gradualmente piccoli distacchi dalla famiglia, che lo “desensibilizzino” e gli facciano apprendere che ci sono momenti nella giornata in cui dovrà rimanere solo.
Il cucciolo ovviamente quando viene lasciato solo, cerca degli svaghi, quando torniamo a casa, troviamo nella migliore delle ipotesi solo qualche oggetto…come dire…spostato nella peggiore delle ipotesi dovremo chiamare una ditta di ristrutturazioni…
Chi ha la possibilità, decide quindi di smettere semplicemente di lasciare il cane da solo, per evitare i danni, creando così un cane che non potrà mai rimanere da solo, neanche da adulto.
Ma veniamo al Bouledogue Francese: chi può resistere a quegli occhioni dolci e quelle orecchie “un-po-’così”? Chi riesce a non ridere quando con quel suono gutturale e spiritoso richiama la nostra attenzione? Chi resiste alla tentazione di prenderlo in braccio e portarlo sempre dietro (è piccolo, è adorabile, tutti ci fermano per strada)?
E’ fatta…. Non dimentichiamo che il Bouledogue è un cane estremamente intelligente ed ha un attaccamento alla famiglia che ha del commovente. Il passo verso l’ansia da separazione è molto breve.

COME RIMEDIARE
Per i casi più seri e impegnativi (abbandoni, adulti gravemente ansiolitici) è bene consultare un comportamentalista e farsi seguire in una rieducazione (gentile) basata sia su comportamenti specifici, sia eventualmente sull’ausilio di farmaci, ovviamente prescritti con l’aiuto del veterinario. Per i casi presi in tempo o più blandi, si può PREVENIRE seguendo qualche buon consiglio:
Non acquistare cuccioli che non abbiano compiuto le 8-10 settimane di vita (attenzione alle false date di nascita dei cani dell’est!)
Se il cane è un cucciolo appena arrivato in casa, iniziare da subito a lasciarlo solo, gradualmente, prima con brevi uscite, poi con uscite sempre più lunghe. Anche se avete preso le ferie apposta per stare con lui….
È altrettanto importante ovviamente che il rientro avvenga e che le prime uscite siano brevi. Il cane deve essere sicuro del fatto che la solitudine è uno stato temporaneo non preoccupante!
È meglio non lasciare tutta la casa a disposizione di un cucciolo, gli ampi spazi possono renderlo insicuro: meglio un ambiente ristretto dove potersi sentire al sicuro come nella tana della mamma: per brevissime uscite si può usare il puppy-penn, recinto per cuccioli apposito, per le uscite più lunghe dedicargli una sola stanza della casa. Avrà tempo crescendo di esplorare per gradi tutto l’ambiente;
Qualcuno consiglia di lasciare una sveglia che riproduca il rumore del cuore della mamma e dei fratellini, o una radio accesa o moltissimi giochi;
Rialzare tutti gli oggetti che il cucciolo può distruggere, evitare di lasciare fili attaccati alla corrente alla sua portata, la suddetta sveglia dovrebbe essere a prova di denti;
Evitare di far dormire nel letto il cucciolo, non solo perché non ne scenderà mai più, ma perché:
gli insegneremmo che lui ha accesso a luoghi rialzati dove dorme la coppia “alfa”: non è solo parte del branco, è il capo branco (per semplificare ovviamente).
gli creeremmo l’attaccamento morboso che può portare all’ansia da separazione.
non gli insegneremmo che anche in questo caso, ci sono sì, momenti di grande socialità (giochi, uscite, coccole), ma anche momenti in cui deve stare da solo.

  • se lo portiamo a letto perché con uggiolii e abbai non ci lascia dormire… imparerà seduta stante che gli uggiolii da lui prodotti hanno nella famiglia la reazione sperata: imparerà che uggiolando ottiene sempre quello che vuole e sarà portato ad uggiolare per chiedere, consapevole che ci sarà sempre qualcuno che risponde..
    Quando stiamo per uscire evitare assolutamente di salutare il cane e dirgli frasi tipiche “torno subito, stai tranquillo” ecc. Le assocerà alla separazione dal proprietario e sarà portato a mettersi in ansia ancor di più. Per fare un esempio comprensibile: tutti da piccoli abbiamo avuto paura delle punture. Potevamo trovare infermieri che ci rassicuravano, stai tranquilla, ora ti pungo, non farà male, stringi il pugno, sentirai solo un pizzicotto. Anche solo leggendo queste parole….viene un po’ d’ansia. Poi c’erano quegli infermieri scaltri che appena noi spostavamo l’attenzione, facevano in un secondo la puntura e ti ritrovavi a dire il famoso “già fatto?”.
    Quando torniamo a casa dopo un’assenza evitare di esagerare nelle manifestazioni di affetto. Il cane vivrebbe la solitudine in attesa di quel bellissimo momento in cui arriverà il proprietario a fargli tante coccole. Crescerà lo stress nell’attesa e lo stress….in qualche modo va scaricato.
    Si possono usare spray che pare abbiano davvero validità: il famoso DAP. Si tratta della diffusione tramite spray o altri mezzi (collare, diffusore ecc)  del feromone detto “appagante”. Il feromone viene secreto dalla mamma con lo scopo specifico di tranquillizzare i cuccioli. E’ un fortissimo imprinting che il cane non dimentica.
    Lasciare al cucciolo qualche distrazione: ossa di pelle da rosicchiare (prima provate in vostra presenza, alcuni bouledogue possono rosicchiare fino allo sfinimento avendo problemi respiratori), giochi non pericolosi, bottiglie di plastica vuote, il geniale Kong (palla da cui fuoriesce qualche crocchetta, che impegna sia psicologicamente sia fisicamente il cane anche per periodi lunghi).
    Dare orari ben definiti per le uscite e per la pappa. Gli orari di pappa e uscite rassicurano molto il cucciolo e spesso non ci rendiamo conto che atteggiamenti che consideriamo “secondari” al problema, portano comunque miglioramenti generali.

Per lo stesso motivo, iniziare i primi rudimenti di un addestramento. Piccole cose: seduto, resta, porta, terra. Si instaura un rapporto corretto con il cane e questo lo rassicura.
Non coccolare di continuo il cucciolo. Il cucciolo ha bisogno di affetto, non di proprietari morbosi che gli generano ansia.
Se dovete lasciare il cucciolo o il cane in una pensione, abituarlo per gradi. Ricordandogli quindi che il ritorno del padrone c’è! Iniziare a lasciarlo libero in nostra presenza nel nuovo ambiente, tornare qualche giorno dopo e lasciarlo solo una mezz’oretta / un’oretta, poi provare tutto un giorno e infine lasciarlo o ancora una notte oppure direttamente.
Attenzione perché la separazione per il cane non è solo fisica, ma anche psicologica. Quindi l’arrivo di un nuovo bambino, di un nuovo membro della famiglia, di problematiche private, che comunque ci spostano l’attenzione su qualcosa di diverso dal nostro “bambino-cane”, possono generare ansia. Il cane vede che qualcosa gli porta via il suo “papà/mamma”, potrebbe sviluppare ansia da separazione o sfogo dello stress sull’oggetto che gli ha causato la perdita. Vale anche per gli eventuali cambi di casa.

 

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